Turismo e Territorio

panorama_03Il paese è situato su un declivio al di sopra  una rupe di tufo del tipo di quello di Volterra, ad una altezza di circa 453 m sul livello del mare da cui dista circa 20 miglia.
Il clima è mite e le strette viuzze del paese portano piacevoli correnti d’aria provenienti dalle vicine valli del Rio Maio e del Biferno.
Il terreno risulta particolarmente franoso legato alla presenza di grossi torrenti come il Vallone della Terra, il Rio Maio;  da sempre il territorio di Castellino del Biferno è interessato da Dissesto idrogeologico. Il comune infatti è soprannominato “il paese che si muove” a causa dei tanti smottamenti dislocati in tutto il territorio comunale: le caratteristiche intrinseche del territorio nonché le particolari conformazioni morfologiche e geologiche del sottosuolo, causano infatti, una lenta ma continua erosione del suolo.

Tra le famose frane ricordiamo, la frana di Via Roma degli anni settanta sulla quale oggi insiste uno stupendo e decorativo Parco Giochi; l’immenso movimento franoso di Orto Udone avvenuto nel 1994 che ha minacciato seriamente buona parte del centro abitato, oggi consolidato e sul quale sorge un incantevole parco geobotanico multiaromatico, ma che non ha risparmiato due case trascinate a valle a circa 150 metri di dislivello.
I continui interventi statali e Regionali multimiliardari, succedutisi fin dall’ultimo dopoguerra, tesi a consolidare l’intero abitato, hanno sortito l’effetto desiderato, Castellino non si muove più, o meglio: se si muove, si muove molto più lentamente; attanagliato da sempre da un dubbio amletico per cui tutti si chiedono se si chiama“Castellino del Biferno” o “Castellino sul Biferno”.
Castellino è sempre stata terra del Contado di Molise nel 1799 fu compreso nel Dipartimento del Sangro e nel Cantone di Campobasso, nel 1807 venne inserita nel Distretto di Campobasso e con la riforma del 1811 passò a far parte di Montagano
A causa dei problemi collegati all’altissimo rischio idrogeologico derivante dalle frane, lo Stato Italiano, intorno all’anno 1930, fu costretto ad espropriare circa 17 ettari di terreno pianeggiante al vicino Comune di Petrella Tifernina e donare i territori al Comune di Castellino del Biferno, al fine di dare ai Castellinesi la possibilità di avere aree stabili su cui costruire.

Oggi, su quelle aree, sorge uno splendido borgo Castellino Nuovo, – unica Isola Amministrativa molisana – ad oltre i 770 metri sul livello del mare. Dall’alto della sua posizione geografica, è possibile scorgere vasti orizzonti che sconfinano dal Mare Adriatico fino alle catene montuose del Matese, Le Mainarde, la Maiella ed addirittura il Gran Sasso d’Italia.

La morfologia

L’architettura della parte medievale lascia presupporre che Castrum Eudolini avesse diversi livelli di difesa ovvero almeno due che però erano, proprio come si dimostrarono, adatti allo scopo di difesa per cui erano stati progettati: il primo livello era quello della difesa “a distanza” cioè quella difesa che veniva concretizzata con fionde catapulte archi e frecce ed altro.
Il secondo livello di difesa era quello “ravvicinato” e veniva applicato allorquando il primo livello veniva “sfondato”.
Questo livello di difesa prevedeva da parte delle donne Castrum Eudolinesi che stavano in casa, la preparazione di olio e vino bollente che veniva tirato addosso agli invasori dalle proprie finestre, a distanza ravvicinata – all’interno delle “rue” strette – costringendo i nemici alla resa ed a demordere dagli attacchi successivi a causa delle gravi ustioni che essi riportavano durante i loro tentativi di invasione. 

La natura

Oggi invece Castellino possiede imponenti riserve ambientali, fiabeschi i sentieri naturalistici percorribili a piedi a cavallo ed anche in mountain-bike. Durante questi tragitti, di tanto in tanto, vi sono decorative aree sosta attrezzate che sorgono per lo più nelle prossimità delle numerosissime fontane di sorgenti naturali recentemente ripristinate.